Aggiornamenti dalla Cina

.. filo diretto dalla Cina

con gli alunni della classe prima  del Liceo Scientifico Internazionale con opzione Lingua Cinese.


galleria fotografica

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La sfida piu’ ardua: superare l’esame HSK

Uno dei motivi principali di questo meraviglioso viaggio in Cina, senza dubbio era superare l’HSK, ossia l’esame che avrebbe concretizzato il nostro intensissimo anno di studi.

La mattina dell’esame, domenica 20 giugno 2010, io e i miei compagni siamo stati travolti da un cocktail di emozioni indimenticabili, eravamo tutti concentrati e mirati a passare l’esame, ma allo stesso tempo avevamo paura di fallire l’obiettivo. Eravamo tesi ed euforici allo stesso tempo, perché sapevamo che passando l’esame avremmo vinto la nostra scommessa sia con la Cina che con noi stessi, dimostrando a tutti che quest’anno abbiamo studiato con impegno e con costanza. Un’occasione in più per tenere alto il nome del nostro Convitto anche oltre i confini di Roma.

Quella dell’esame è stata una giornata che non dimenticherò. Ho vissuto momenti che mi hanno dimostrato che siamo una classe davvero unita, non solo nei giochi e negli scherzi, ma soprattutto nei momenti difficili: i miei compagni ed io abbiamo condiviso la tensione e così, insieme, speriamo di gioire dei risultati ottenuti. Soprattutto superare questo esame significherebbe dare una grossa soddisfazione ai nostri professori e al Rettore che hanno creduto in noi sin dall’inizio, standoci vicini e accompagnandoci in questo lungo e complesso percorso, dimostrandoci tutta la loro fiducia, faticando moltissimo per organizzare quest’esperienza più unica che rara.

Adesso non ci resta che aspettare con ansia, anche se molto fiduciosi, l’esito dell’esame.

Gianni Massaro

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Risultati esami cinese

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Palazzo d’estate

Domenica 20 giugno dopo aver fatto l’esame HSK, siamo andati a visitare il Palazzo d’estate.

Lo Yihe Yuan, o Palazzo d’estate, è stato inaugurato nel 1750 in occasione del sessantesimo compleanno della madre dell’imperatore Qianlong. Usato come residenza estiva dalla famiglia imperiale subì numerosi attacchi, il più pericoloso dei quali nel 1860 durante l’invasione anglo-francese. Successivamente fu ricostruito nel 1886 dall’imperatrice Cixi.

Dopo un secolo di rivolte e turbolenze, sedate con l’aiuto di potenze europee e del Giappone, l’autorità imperiale si indebolì sempre di più e nel dicembre 1911, a Nanchino, venne proclamata la Repubblica, che segnò la fine dell’impero.                     Dopo l’istituzione della repubblica il complesso fu lasciato all’imperatore come dimora.

Il palazzo è dominato dalla collina della longevità (alta 60 metri) e dal lago Kunming, originariamente molto piccolo, in seguito ampliato, oggi meta di  numerosi visitatori in cerca di un ristoro e un riparo dall’afa pechinese.

Nei 70.000 metri quadrati in cui è costruito il complesso di edifici, pari a tre volte la città proibita, si trova una notevole varietà di palazzi, giardini, templi ed altre strutture architettoniche.

Andrea Poppi

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Flying Acrobatics Show

Domenica 20 giugno, a Pechino, si è svolto il Flying Acrobatics Show e ovviamente il 1°liceo scientifico internazionale del Convitto non poteva perdersi uno spettacolo simile! Dopo aver visto il Palazzo d’estate ed aver  fatto un po’ di compere al Mercato della Seta, ci siamo recati al Teatro ChaoYang per assistere ad uno degli show acrobatici più belli e impressionanti di tutta la Cina. Tra un pop corn e qualche chiacchiera tra amici ci siamo accomodati nel posto assegnatoci ed in poco tempo la sala si è riempita completamente. Un’attesa di qualche minuto e si accendono le luci del palco: gli acrobati indossano costumi di antiche tribù che sembrano cambiare continuamente colore grazie agli effetti speciali. In novanta minuti ci vengono proposti numeri incredibili da far rimanere col fiato sospeso: giravolte in aria, giovanissime contorsioniste, esercizi acrobatici con ombrelli e biciclette (in undici sulla stessa bicicletta!),esibizioni ginniche degne delle migliori Olimpiadi.

Purtroppo il tempo passa velocemente  perché come si suol dire ”quando ci si diverte il tempo vola”.

Daniel Moscardini e Filippo Santarelli

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Sabato 19 Giugno 2010

Sin dalla mattina sapevamo che la giornata sarebbe stata molto particolare dal punto di vista emotivo poiché di lì a poco avremmo visitato una delle sette meraviglie del mondo, una costruzione leggendaria come la Grande Muraglia Cinese (Wanli chang cheng) che attraversa per 6350 km ben otto regioni della Cina.

La giornata si preannunciava interessante anche per la visita alle Tombe degli Imperatori della Dinastia Ming, dove giacciono 13 dei 16 imperatori.

Le prime emozioni si sono fatte sentire quando siamo entrati nei Giardini Imperiali che precedevano le Tombe  dove si poteva godere di un panorama invidiabile. Poi ci siamo addentrati nella tomba Ding Ling, dove si può ammirare la riproduzione del complesso funerario (il più ricco di tutti) dell’imperatore Wan Li e delle sue due mogli (una era quella ufficiale, l’altra una concubina da cui ebbe un figlio, futuro successore al trono).  Dopo questa prima visita ci siamo preparati alla scarica di emozioni finale: la scalata della Grande Muraglia.

La Grande Muraglia Cinese è la più estesa barriera a scopo difensivo di tutto il mondo. Nel 290 a.C. gran parte della fascia settentrionale della Cina era ricoperta da strutture difensive che vennero unite in una muraglia per volere dell’ imperatore Qin nel 224 a.C. Successivamente venne fatta ristrutturare durante la dinastia Sui (589-618 d.C.) ed in seguito dalla dinastia Ming (1368-1644). Anche se non invalicabile, la muraglia fu decisiva in varie situazioni ed è ancora oggi il simbolo  della remota ed affascinante storia della Cina.

Il tratto turistico da noi visitato è stato il passo di Badaling, un sito noto come il più turistico tra i pochi tuttora visitabili. La scalata è stata dura (anche per la pioggia battente che ha accompagnato il nostro ritorno verso il pullman) ma ne è sicuramente valsa la pena.

Mario Colavita e Maurizio Persico

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L’incontro con i sapori della Cina

Sono quasi riuscita e…splaf! L’ennesimo pezzo di pollo in agrodolce ricade nel piatto. Per  me è sempre stato più naturale infilzare il cibo per mangiarlo, anziché prenderlo così con le bacchette eppure, ora che ci penso, anche se si tratta solo di cibo,  lo trovo molto più rispettoso ed elegante. Alzo lo sguardo sulla tavola di fronte a me: le portate sono state messe sul tavolo tutte assieme, quindi la tovaglia è ricoperta di eleganti ciotoline con riso, verdure, zuppe e carni di ogni tipo. Trovo che ci sia un’evidente corrispondenza tra la pasta in Italia e il riso in Cina, anche se qui viene usato come contorno. I colori sono così diversi, i cibi non sono quasi mai freschi, ma sempre cucinati con salse  e spezie che danno un sapore esotico che vorrei potermi portare a casa. In Cina ho imparato a conoscere molte regole di educazione che seguo ed accetto, ad esempio qui è buona educazione portare almeno due piatti di pietanze in più rispetto al numero di persone sedute  a tavola. Il fatto che mi sia stato chiesto di parlare della cucina cinese non mi sorprende affatto dato che, dopo la religione, la cucina sia uno dei modi più semplici ed interessanti di scoprire una cultura. I pasti sono considerati da molte culture un momento di ritrovo tra amici e familiari, di scambio di idee ed informazioni. Così tra un boccone e l’altro, mi piace pensare che, anche se sono seduta a tavola, continuo a viaggiare per questo paese nuovo e bellissimo che è la Cina.

Ludovica Luppi

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L’anno scolastico si chiude nell’Ambasciata italiana

Non c’è modo migliore di concludere un anno scolastico meraviglioso come il nostro se non quello di essere ricevuti in una delle Ambasciate italiane più importanti del mondo. L’ambasciatore italiano in Cina Sessa ci ha onorato della sua presenza, donandoci preziose pillole di saggezza.

Dopo quindici giorni di immersione totale nella cultura cinese, essere tornati per pochi attimi nella nostra terra natale, ci ha riempito il cuore. Scritte in italiano, stile architettonico italiano: siamo a casa.

Con grande orgoglio, veniamo ricevuti dall’ambasciatore, che ci accolto nonostante fosse in preparazione per dirigersi a Shanghai. E ci ha aperto gli occhi su questo Paese, sulla sua gente.

Un paese che può essere, e sicuramente riesce ad essere, amato…se conosciuto.

“Si possono tirar fuori i cinesi dalla Cina, ma non la Cina dai cinesi”, ci ha spiegato.

Ma a noi va bene così, perché saremo noi ad entrare nella loro comunità, sperando di essere tanti piccoli Matteo Ricci, capaci di farci amare nonostante tutte quelle miglia che ci separano.

E magari, chi lo sa, con un po’ di buona volontà, riusciremo a farci aprire le porte di questo magnifico mondo a molti ancora sconosciuto.

Chiara Gilardoni &Chiara Mearelli

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Saluto di Elena Bignardi a S.E. Riccardo Sessa, Ambasciatore d’Italia a Pechino

Eccellenza,

Mi chiamo Elena Bignardi e faccio parte della prima,anzi, ormai della seconda classe del liceo scientifico internazionale ad opzione lingua cinese del Convitto Nazionale di Roma.   La ringrazio, a nome anche dei miei compagni, per averci ricevuto qui in Ambasciata.

Questo incontro rappresenta la terza tappa importante dopo l’inaugurazione , il 25 febbraio,  del nostro liceo da parte del Ministro dell’Istruzione On. Gelmini e dell’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, sua eccellenza Sun Yuxi e l’inaugurazione, il 25 maggio, dell’Aula Confucio, alla presenza di autorità istituzionali cinesi e italiane.

Abbiamo concluso un anno scolastico molto particolare, contrassegnato dalla meravigliosa esperienza dello studio della lingua cinese che ci ha incuriosito, un po’ spaventato ed ora ci affascina. Un anno non facile, perchè questo studio non ha certo escluso l’impegno in tutte le altre materie curricolari.

Il soggiorno studio qui in Cina, che conclude un anno così impegnativo, ha confermato  le nostre più entusiastiche aspettative: tutto è nuovo e diverso ,i luoghi, il cibo, le abitudini dei nostri coetanei locali, come le attività culturali alle quali quotidianamente ci dedichiamo.

Abbiamo avuto l’occasione di fare anche i turisti: la Città Proibita, il villaggio Olimpico, la Grande muraglia, il Tempio del cielo, i mercati e, gran finale, la visita alla città e all’EXPO di Shanghai.

Uno dei momenti più significativi del soggiorno è stato domenica scorsa quando abbiamo sostenuto l’esame per la certificazione HSK.

Nei prossimi anni  sosterremo gli esami per i livelli successivi di competenza sperando che alla fine del quinquennio il titolo di studio conseguito possa essere riconosciuto sia in Italia che in Cina. Conosciamo la sua attenzione al progetto e siamo sicuri che farà di tutto per realizzare questo obbiettivo.

Torneremo in Italia carichi di ricordi, stanchissimi e felicissimi,con un grande arrivederci a presto a questa terra, a questa gente,a questa lingua. Grazie signor Ambasciatore a nome nostro e di tutto il Convitto per la sua ospitalità.

Women hen gaoxing baifang dashi gexia, zaici ganxie dashi gexia de reqing zhaodai, xiexie.

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Museo del Millennio

Siamo riusciti a ripercorrere la millenaria storia della Cina in sole poche ore, sotto il cielo stellato della Pechino di duemila anni fa.

Una stanza ovale che abbraccia tutti i grandi personaggi che hanno caratterizzato lo sviluppo e la crescita di una popolazione ormai potentissima.

Siamo passati dagli uomini primitivi alle prime dinastie, dalle dinastie imperiali alla grande riforma della Cina Popolare. Tutto questo è Il Millennium Museum, un museo inaugurato a Pechino nell’anno 2000 per visualizzare e “celebrare” l’antichissima storia della Cina.

E come se non bastasse, gli unici due stranieri che hanno contribuito alla formazione di questo meraviglioso Paese, sono italiani: Marco Polo e Matteo Ricci. Rappresentati, in quel muro, a pari grandezza e con lo stesso materiale delle figure più autorevoli cinesi, i nostri connnazionali ci hanno reso fieri.

Chiara Mearelli & Chiara Gilardoni

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La visita all’Expo di Shanghai: un’esperienza esaltante

Avete mai pensato all’esistenza di un mondo parallelo? Un universo dove regna la fantascienza e l’immaginazione di cose fantastiche che spettacolarmente diventano realtà. Per molti è un sogno lontano e per altri, come per noi del primo liceo scientifico a opzione lingua cinese, è un’ esperienza reale. Dopo tre settimane passate a studiare, per sviluppare la realizzazione di questo progetto sperimentale che ci ha permesso di avere la prima certificazione riconosciuta all’estero della lingua cinese presso la prestigiosa scuola di Pechino “Beijin Foreign language” , abbiamo avuto il privilegio e il regalo di andare un weekend a Shanghai a visitare i maestosi padiglioni dell’EXPO più grande al mondo. In mezzo ai 600 mila visitatori noi riuscivamo a distinguerci; eravamo diversi, differenti nello stesso modo in cui noi nel nostro paese vediamo loro. Oltre che essere gli unici adolescenti italiani a percorrere i corridoi di quelle imponenti strutture siamo stati accolti e considerati come dei VIP! Grazie alle conoscenze e all’impegno del figlio del Rettore, il Dott. Alessandro Fatovic, in un giorno abbiamo potuto visitare sei padiglioni che solitamente da una persona qualunque vengono visti in quattro giorni. La Svizzera, il Belgio, l’Australia e la Penisola Arabica hanno colpito l’interesse di tutti noi; conoscendo meglio la storia di questi paesi abbiamo percepito la loro importanza e il loro fascino. Una delle esperienze che ci ha riempito di orgoglio e onorato di essere italiani è stata quando siamo entrati nel padiglione Italia. Servirebbero troppi aggettivi per descriverlo. All’interno di questo edificio abbiamo potuto osservare quelle “piccole cose” come ad esempio: la Ferrari, la moto GP, la moda, le scarpe, il cibo, il vino, la musica e le caratteristiche di alcune regioni che unite rendono veramente grande e straordinaria l’Italia. Anche se il nostro spazio è stato veramente meraviglioso bisogna riconoscere che il padiglione più bello è stato quello della Cina. Costruito con una quantità infinita di travi rosse che formano la corona imperiale cinese si presenta come una costruzione quasi monumentale che riesce a trasmettere l’imponenza della Cina intera. I 12 piani dell’edificio venivano percorsi dall’alto verso il basso seguendo il corso dell’acqua. Ogni piano sbaragliava le nostre aspettative facendoci vedere cose delle quali non conoscevamo l’esistenza.

La popolazione cinese con questa occasione ha voluto confermare un suo futuro predominio sulle altre nazioni sia dal punto di vista economico che da quello rivoluzionario e innovativo nei vari campi della scienza e della tecnica, oltre che da quello culturale e storico già ben conosciuto.

Giulia Gori