Ultima modifica: 9 dicembre 2018

Cerimonia celebrativa del Centenario dell’Aula di Montecitorio

 

 

di Michele Lomaglio e Giacomo Summaria

III B Liceo classico

 

Martedì  20 novembre u.s. alle ore undici, accompagnati dalle prof.sse Buccioli, Pezzella, Greco e Toti, noi ragazzi del 3^B del Liceo classico, grazie all’invito della dottoressa Consuelo Amato mamma di un nostro compagno di classe, insieme agli alunni del 3^B del Liceo classico europeo, abbiamo avuto il privilegio di sedere proprio negli scranni riservati ai Deputati per assistere alla Cerimonia che ha celebrato il centenario dell’Aula di Montecitorio nella grande realizzazione dell’architetto Ernesto Basile; al suo complesso ed elegante lavoro in questo luogo era anche dedicata una mostra che abbiamo potuto ammirare nella Sala della Regina, alla fine della Cerimonia.

Una volta giunti all’entrata principale del barocco palazzo berniniano, siamo stati accompagnati all’interno dell’Aula, attraversando il famoso “transatlantico”, quel lungo, vasto ed elegantissimo corridoio/salone che ha assunto questa definizione poiché i suoi lussuosi arredi richiamano quelli delle navi transoceaniche di una volta: è questo il luogo dove i Deputati si ritrovano, tra una seduta e l’altra, prima o dopo una votazione, per discutere e confrontarsi, ma anche per incontrare i giornalisti parlamentari accreditati, forse perciò è per questo che è stato ed è anche chiamato “il corridoio dei passi perduti”.

Quando ci sono stati indicati i nostri posti ci siamo resi conto che eravamo proprio accanto ai diversi rappresentanti dei partiti e ad un passo dalle più alte cariche istituzionali e politiche del nostro paese.

Dai nostri posti abbiamo potuto riconoscere diverse personalità importanti del panorama politico italiano come il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, tutti gli ex Presidenti della Camera delle ultime legislature come Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini, Luciano Violante, Laura Boldrini, l’ex Presidente del Senato Piero Grasso ed anche le attuali principali cariche dello Stato come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria ed il Presidente della Camera Roberto Fico.

Proprio quest’ultimo, dopo l’egregia e particolarissima esecuzione dell’Inno nazionale italiano con contrabbasso e voce, da parte del duo “Musica Nuda”, ha preso la parola per ringraziare tutti i presenti ma, soprattutto, per ripercorrere la lunga e non sempre facile storia dell’edificio, ma anche per ricordare l’emozione che lui stesso aveva provato entrando per la prima volta da deputato in quell’Aula carica di storia.

In seguito, grazie anche all’intervento di due storici, i professori Alessandro Barbero e Simona Colarizi, abbiamo avuto modo di apprendere il ruolo fondamentale che la Camera dei Deputati ebbe nella storia del nostro paese, perdendo però il suo ruolo effettivo quando fu tramutata nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni durante il ventennio fascista, e rinascendo quando ospitò l’Assemblea Costituente fra il 1946 ed il dicembre 1947.

Un interessante documentario ci ha permesso di comprendere come il nostro Parlamento sia stato testimone dell’ascesa e della caduta di grandi uomini politici italiani, ma anche artefice, per via legislativa, delle grandi rivoluzioni sociali del nostro paese, fino all’impegno quotidiano odierno, che permette da settant’anni la corretta rappresentanza del popolo italiano.

A conclusione di questo viaggio nel tempo è intervenuto il giovanissimo Paolo Di Paolo, già però ben noto scrittore e competente giornalista che, citando importanti personaggi come Pier Paolo Pasolini, ha sottolineato come, proprio trovandosi in quella splendida Aula, fosse bene dire che oggi più che mai non è lecito essere apolitici, poiché è importante partecipare con le proprie opinioni a tutto ciò che riguarda il bene della società e dello Stato a cui si appartiene.

Stimolante unica e, per gli argomenti trattati, emozionante e persino commovente è stata per noi quest’esperienza che sicuramente ci porteremo dentro per alimentare il senso di appartenenza civile alla nazione che sempre dovrebbe esserci ma che viene fuori, in particolar modo, davanti ad una occasione speciale come questa.