Ultima modifica: 5 maggio 2017

Orientamento strategico (Vision e Mission- Scelte pedagogiche, progettuali ed educative)

Orientamento strategico

 Vision e Mission

Le iniziative da attuare in seguito al rapporto di autovalutazione (RAV) necessitano di una nuova modalità di condivisione capace di avviare il processo di miglioramento e accrescere la già ricca offerta formativa.

Infatti il Convitto ha intrapreso un percorso di crescita e miglioramento continui che è necessario promuovere e sostenere in una prospettiva dinamica tale da coinvolgere più attori protagonisti e responsabili del suo sviluppo. Appare fondamentale, quindi, dotare il Convitto di un’organizzazione interna funzionale alla sinergia con le famiglie e il contesto locale, nazionale e internazionale; promuovere attività e manifestazioni in collaborazione con Istituzioni italiane e straniere, enti, associazioni, partner, esperti esterni del mondo della cultura ecc., e darne ampia visibilità nelle diverse iniziative locali, regionali, nazionali e internazionali.

L’atto di indirizzo 2016-2019 configura, pur nella specificità e nella complessità di una realtà onnicomprensiva, un modello di scuola unitario nell’ispirazione pedagogica, nella scelta curricolare e progettuale, nel sistema di verifica e valutazione, con una progettazione educativa e didattica predisposta dai dipartimenti disciplinari, nella prospettiva della continuità per gli studenti frequentanti l’istituzione scolastica dalla primaria alla secondaria di secondo grado. L’approccio metodologico-organizzativo è di tipo sistemico, in una visione olistica. Si fonda su studi, teorie ed esperienze che evidenziano una significativa soddisfazione di tutti i portatori d’interesse (stakeholders) laddove si pone l’apprendimento al centro della cultura organizzativa (learning organization); considera l’organizzazione come comunità di pratiche che condivide le conoscenze e le competenze disponibili al suo interno, le sviluppa e le implementa rendendole patrimonio comune; utilizza l’errore come fattore di problematicità e conoscenza per la ricerca di soluzioni alternative.

Tale visione organizzativa prevede una leadership diffusa tesa a valorizzare e accrescere la professionalità dei singoli e dei gruppi e che faccia leva su conoscenze, abilità, competenze, capacità, interessi, motivazioni attraverso la delega di compiti e il riconoscimento di spazi di autonomia decisionale e di responsabilità. Il presupposto è una visione del docente ispirata all’art. 33 della Costituzione, e della scuola come luogo, ambiente, comunità che educa e forma le studentesse e gli studenti.

Le indicazioni esplicitate hanno origine:

  • dal costante percorso di riflessione e confronto intrapreso fin dallo scorso anno con gli OOCC;
  • dall’elaborazione del Rapporto di autovalutazione (RAV), da cui sono emersi punti di forza ma anche elementi di criticità sulla base dei quali è stato stilato il Piano di miglioramento che vede coinvolti tutti gli attori del sistema scuola portatori di interesse, alunni, docenti, genitori, personale ATA.

Gli obiettivi strategici di miglioramento da perseguire per il triennio 2015-2018, indicati nell’Atto di indirizzo,  saranno assunti quali indicatori e parametri per ogni attività della scuola:

  1. Nel lungo periodo, i traguardi di migliorare gli esiti degli studenti (risultati scolastici, risultati nelle prove standardizzate, competenze chiave di cittadinanza e risultati a distanza) e in particolare si fa riferimento ai
  • risultati nelle prove standardizzate: migliorare i risultati in Italiano e Matematica, riducendo la variabilità dei risultati tra le classi parallele;
  • risultati a distanza: il traguardo individuato è monitorare in modo sistematico i risultati degli studenti nei successivi percorsi di studio e di avviamento nel mondo del lavoro, considerandone il livello e il tasso di occupabilità.
  1. Nel breve periodo i seguenti obiettivi di processo:
  • sviluppare e valorizzare le risorse umane e implementare la formazione del personale;
  • potenziare interventi didattici per migliorare le competenze di base 8in italiano e Matematica) e affinare le procedure didattico-metodologiche, anche in riferimento alla mobilità studentesca.

Pertanto i Collegi dei docenti e degli educatori, che si sono già attivati con impegno e costanza per stare al passo con le innovazioni introdotte, continueranno ad agire per:

  • superare una visione individualistica dell’insegnamento per favorire cooperazione, sinergia, trasparenza e rendicontazione sociale/accountability;
  • individuare gli aspetti irrinunciabili del percorso formativo ed esplicitare i relativi standard di processo nell’ambito dei dipartimenti disciplinari e dei consigli di classe;
  • sostenere tutte le iniziative che concorrono al processo di internazionalizzazione (scambi, mobilità individuale, integration programs);
  • tenere sempre in considerazione che le lingue sono lo strumento di accesso alla conoscenza: la dimensione linguistica si trova infatti al crocevia fra le competenze comunicative, logiche, argomentative e culturali così come declinate dalla Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio UE del 2006;
  • valorizzare la padronanza linguistica dell’Italiano e delle altre lingue europee ed extraeuropee anche mediante l’utilizzo della metodologia CLIL (content language integrated learning);
  • mantenere coerenza tra le scelte curricolari, le attività di recupero/sostegno/potenziamento, i progetti di ampliamento dell’offerta formativa, le finalità e gli obiettivi previsti nel POF al fine di assicurare l’unitarietà dell’offerta formativa e, il più possibile, la congruenza ed efficacia dell’azione didattica ed educativa complessiva;
  • prevedere forme di documentazione, pubblicizzazione e valorizzazione delle buone pratiche ( messe in atto da singoli o da gruppi di docenti) e dei prodotti/risultati degli alunni;  mutuare sperimentazioni e innovazioni didattiche, anche nell’ottica di integrare le tecnologie più complesse nell’attività didattica in classe;
  • rendere i dipartimenti disciplinari laboratori di scelte culturali all’interno della cornice istituzionale, normativa e ordinamentale di riferimento, di confronto metodologico, di produzione di materiali, di proposte di formazione/aggiornamento, di individuazione degli strumenti e modalità per la rilevazione degli standard di apprendimento;
  • tenere nella dovuta considerazione gli allievi con Bisogni Educativi Speciali (BES);  supportare gli alunni di talento anche grazie a percorsi individualizzati di valorizzazione delle eccellenze;
  • proseguire e implementare le attività di orientamento in entrata ed uscita e l’eventuale riorientamento sia attraverso la didattica orientativa, sia attraverso attività orientative extrascolastiche;
  • rendere i Consigli di Classe laboratori di condivisione delle proposte didattiche per la classe, del raccordo educativo e dell’analisi e risoluzione dei problemi della classe e del singolo allievo;
  • interiorizzare finalità, norme e procedure relative alla sicurezza degli ambienti e alla salute dei lavoratori e degli studenti, in un’ottica educativa di diritti/doveri di cittadinanza;
  • tendere a uniformare i comportamenti di ciascuno ai diritti/doveri di convivenza civile nella consapevolezza che la prassi quotidiana influisce sugli alunni molto più della teoria.

Pertanto il Collegio Docenti, nell’ambito delle proprie competenze tecnico – didattiche e culturali, ha tenuto conto di quanto indicato nel predisporre il PTOF, individuando le aree per le funzioni strumentali; adottando iniziative per l’inclusione, l’integrazione e la valorizzazione delle eccellenze; proponendo attività per l’ampliamento delle attività formative prettamente curricolari ed extracurricolari; approvando il piano di formazione e aggiornamento per l’arricchimento delle competenze professionali; sostenendo i processi di miglioramento attraverso il monitoraggio e l’osservazione dei processi.

Le Funzioni Strumentali deliberate dal Collegio Docenti, le Figure di sistema, i Collaboratori individuati dal Dirigente Scolastico, i Segretari con funzione di coordinatori di Classe, i Responsabili di Laboratorio che sono stati indicati, costituiscono i nodi di raccordo tra l’ambito gestionale, organizzativo e didattico, al fine di garantire attuazione a quanto approvato dal Consiglio d’Istituto.

Naturalmente saranno costanti il dovuto rispetto delle norme e dei regolamenti, l’imparzialità di trattamento, la correttezza procedurale, l’attento ascolto e la fattiva collaborazione, l’impegno nell’affrontare incertezze, imprevisti, problemi.

Il contesto in cui la scuola opera, particolarmente diversificato considerata la complessità dell’Istituto, costituendo un parametro di confronto e di crescita culturale, richiede precise scelte culturali, etiche, pedagogiche, metodologico-didattiche, progettuali, organizzative per la costruzione del PTOF e per la definizione inequivocabile e realistica degli obiettivi che si intendono raggiungere.

Scelte pedagogiche, progettuali, organizzative

Le  scelte pedagogiche si sostanziano in:

  • rispetto del valore di “persona” e alleanza scuola-famiglia;
  • “sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri, potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economica finanziaria e di educazione all’auto imprenditorialità” (L 107 /2015, art.1, c.7);
  • inclusione;
  • didattica per competenze per la definizione del curricolo verticale;
  • orientamento e sviluppo dell’alunno come “persona” nella logica dell’apprendimento permanente (lifelong learning).

Le scelte progettuali riguardano:

  • l’attuazione di percorsi educativi e didattici coerenti con l’internazionalizzazione,

elemento caratterizzante e costitutivo dell’identità della scuola sul territorio;  

  • l’apertura a    nuovi    progetti    che    rispondano    al    principio    della    significatività dell’ampliamento dell’offerta formativa e non si configurino, invece, come forma qualunquistica di  progettualità diffusa (non la scuola dei  progetti,  ma  il  progetto  della scuola);
  • la scelta e la valutazione dei progetti extracurricolari, nel rispetto dei criteri dati dal Collegio dei Docenti e delle opzioni pedagogiche condivise da docenti ed educatori in merito alle attività da offrire all’utenza.

Le scelte organizzative interessano:

  • attivazione di percorsi didattici differenziati con attenzione particolare ai casi di svantaggio;
  • flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico;
  • processo di informatizzazione della scuola e gestione funzionale e aggiornamento del sito WEB;
  • protocolli di intesa e accordi di rete con enti e istituzioni presenti sul territorio per la realizzazione di progetti coerenti con l’Atto d’indirizzo e il PTOF;
  • sistema di autovalutazione, azioni di miglioramento e rendicontazione sociale;
  • condivisione degli apporti organizzativi del personale ATA a tutte le componenti della scuola.

In merito ai servizi generali e amministrativi, il Rettore – Dirigente scolastico, ai sensi  del D. Lgs. N. 165/2001, art. 25, c. 5, fornisce al D.S.G.A., nel rispetto delle sue prerogative, le direttive di massima che costituiscono linee di guida, di condotta e di orientamento preventivo sullo svolgimento della sua diretta attività e del restante personale A.T.A. posto alle sue dirette dipendenze.